Ente di formazione accreditato dalla regione Abruzzo

Archivi del mese: settembre 2017

L’operatore socio-sanitario, sinteticamente OSS, è una figura professionale codificata dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001 (“accordo tra il Ministero della Sanità, il Ministero per la solidarietà sociale e le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano”) al fine di garantire una qualifica di base e un profilo omogeneo a livello nazionale. L’operatore socio sanitario è l’operatore che, a seguito dell’attestato di qualifica conseguito al termine di specifica formazione professionale, svolge attività indirizzata a:

  • soddisfare i bisogni primari della persona, nell’ambito delle proprie aree di competenza, in un contesto sia sociale, sia sanitario;
  • favorire il benessere e l’autonomia dell’utente.

I contesti operativi in cui è chiamato ad intervenire sono molteplici, sia in strutture pubbliche, sia private, in particolare nel settore sociale e sanitario in servizi di tipo socio – assistenziale e socio – sanitario, residenziali o semiresidenziali, in ambiente ospedaliero e a domicilio dell’utente, collaborando con gli operatori professionali preposti all’assistenza sanitaria e/o sociale, secondo il criterio del lavoro multi professionale.

Con il termine “servizi socio-sanitari/assistenziali” si indica un’area nella quale convivono servizi medico-sanitari con altri a carattere sociale, in quanto destinati a supportare persone con problemi di emarginazione o disabilità che condizionano lo stato di salute.

Il percorso formativo proposto, della durata di 1.000 ore, consente il conseguimento della qualifica di accesso all’area di riferimento ed il raggiungimento degli standard professionali necessari per l’esercizio dell’attività, attraverso l’acquisizione di specifiche conoscenze e competenze, tra cui, ad esempio,  gli elementi di legislazione sanitaria, di carattere nazionale e regionale, e di organizzazione dei servizi a contenuto socio-assistenziale; le principali tecniche comunicative e relazionali in rapporto alle diverse condizioni di malattia, disagio e dipendenza; tecniche e protocolli di intervento e primo soccorso; strumenti e tecniche a sostegno dell’attività motoria, dell’alimentazione attiva e passiva, dell’igiene personale e della vestizione, ecc.

 

L’operatore di tatuaggi e piercing è un mestiere in bilico tra arte e salute.
Un po’ artista e un po’ operatore della salute e del benessere, chi realizza piercing e tatuaggi si dedica a una pratica di nicchia piuttosto radicata in tutta Italia. A partire dalla fine degli anni Sessanta, infatti, l’arte di decorare il corpo, la cosiddetta ‘body art’, ha iniziato ad avere una diffusione sempre più capillare. Da allora, riviste specializzate e tattoo convention sono sempre più diffuse a livello nazionale, mentre persone che hanno iniziato a tatuare spinte unicamente dalla propria passione, si sono ritrovate a fare del loro hobby preferito una professione vera e propria. Negli ultimi dieci anni si è assistito in Italia dapprima al risveglio di un certo interesse per il tatuaggio “professionale”, cosiddetto per identificare il tatuaggio moderno effettuato con tecniche evolute garantito dal punto di vista sanitario, e per il piercing, poi, negli ultimi cinque o sei anni, all’esplosione di un vero e proprio boom di moda, una moda senza crisi.
Oltre la metà degli iscritti ai corsi si è laureata all’Accademia delle Belle Arti. Per tutti, indistintamente dalla provenienza, l’obiettivo è trasformare una passione in un lavoro. Il trend è tutto dalla loro parte. Nel mondo ci sono 20 milioni di persone tatuate, 1,5 milioni in Italia almeno secondo recenti indagini per un fatturato che sfiora i 100 milioni di euro.
Dati confermati anche dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali tramite l’Isfol, nel periodo 2011-2016 per  la classe professionale “Operatori della cura estetica” in cui sono compresi anche gli operatori del tatuaggio e/o piercing  si prevede una variazione occupazionale di circa 4.8%, valore al di sopra della crescita occupazionale media nel periodo ( – 0.2 % ). Lo stock di occupazione dovrebbe aumentare di circa 11823 unità. La costante diffusione dei tatuaggi e dei piercing fra i giovani ed il conseguente aumento di operatori in grado di praticarli ha reso necessario emanare regole di comportamento affinché tale attività possa essere svolta in condizioni di sicurezza, il Consiglio Superiore della Sanità-Ministero della Salute nel marzo 1998, ha infatti emanato le Linee guida per l’esecuzione di procedure di tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza, regolando i seguenti aspetti:

  • norme igieniche dove esercitare l’attività;
  • caratteristiche e tipologie dei materiali usati e sistemi di protezione  degli operatori;
  • requisiti professionali degli operatori stessi;
  • sistemi di sterilizzazione e di smaltimento dei rifiuti.

L’obiettivo formativo finale del corso  proposto è quello di creare una figura professionale  altamente qualificata in merito a trattamenti di tatuaggio e piercing. Verranno fornite agli allievi appropriate conoscenze e competenze igienico-sanitarie e tecnico-artistiche per effettuare tatuaggi permanenti e decorazioni di tipo semi-permanente e temporaneo nonché le conoscenze e le tecniche per effettuare piercing ed interpretare i rischi connessi alle tecniche, al fine di ottenere un rigoroso rispetto delle indicazioni per l’esecuzione in condizioni di sicurezza delle connesse attività.

L’Assistente Educativo è una figura professionale che si interfaccia con i docenti di classe e la cui attività è complementare a quella dell’insegnante di sostegno; opera attraverso modalità di intervento differenziate in base all’alunno seguito (vicinanza emotiva, rinforzo, autonomia, motivazione, apprendimenti); individua strategie per garantire il benessere dell’alunno nel gruppo classe e nel contesto scuola. A tal fine l’assistente educativo contribuisce a delineare e perseguire gli obiettivi didattico/educativi previsti  dal P.E.I. (Piano educativo Individualizzato).

L’intervento si articola

  • nell’accoglienza dell’alunno
  • nel supporto alla comunicazione
  • nella mediazione delle relazioni fra alunno e il gruppo dei pari e con gli adulti

L’assistente educativo affianca l’alunno in tutte le attività espressive e manuali e lo accompagna nel percorso di crescita e di sviluppo delle potenzialità residue. L’assistente educativo è una figura professionale necessaria ad affrontare i problemi di autonomia e di comunicazione (L. 104/92).

L’intervento dell’ assistente educativo, centrato essenzialmente sulla relazione, prende avvio dalla considerazione delle risorse, degli interessi e dei bisogni dell’alunno disabile, in riferimento al suo contesto di vita, individuando le risorse e le opportunità che permettano a ciascuno di vivere maggiori possibilità di partecipazione.

E’ una figura assegnata alla scuola per supportare il percorso di integrazione degli alunni disabili. L’integrazione si configura, così, come l’occasione per innovare l’organizzazione complessiva della scuola, introducendo cambiamenti per accogliere ciascun individuo nella sua originalità, attivando strategie e metodologie adeguate agli stili, alle potenzialità e alle caratteristiche originali di ognuno, impegnandosi in un comune percorso di riduzione dell’handicap.

Tra le competenze che l’assistente educativo deve possedere nello svolgimento dei compiti che gli sono affidati, oltre all’affidabilità personale, il senso di responsabilità e la determinazione,  possiamo individuare: saper comunicare con gli altri (in linguaggi diversi), saper interagire con chi presenta disabilità (utilizzando anche linguaggi diversi), saper collaborare e lavorare in équipe, per obiettivi comuni; sapere adattarsi alle particolari esigenze dell’alunno; saper applicare metodi e strumenti dedicati all’integrazione, ecc.

 

Best Ideas è risultato essere il primo organismo di formazione nella Regione Abruzzo a credere e formare i primi operatori di un settore, quello delle nuove energie pulite, beneficiario in quegli anni di importanti vantaggi fiscali. Su meno di 100 qualificati in regione per questa allora nuova figura professionale (tra gli ultimi in Italia per numero di qualificati nel fotovoltaico), ben il 50% ha ottenuto la qualifica in Best Ideas. Considerando che gli organismi di formazione in Abruzzo sono una novantina possiamo ben dire che siamo stati quelli che hanno maggiormente creduto in questa nuova forma di produzione energetica. Un’altra bella ed importante opportunità è nata da un bando regionale che ci siamo aggiudicati e che che finanziava la formazione di persone anziane. L’avviso pubblico regionale dal singolare nome
” Da grande ” era stato pensato per contrastare il divario digitale degli anziani abruzzesi rispetto alle giovani generazioni attraverso un corso di alfabetizzazione informatica per permettere agli Over 65 di poter utilizzare gli strumenti informatici ed essere così in grado di relazionarsi con lo sviluppo digitale degli enti pubblici…quando questo avverrà. I fortunati fruitori di questo corso, interamente gratuito, sono stati 14 anziani di un piccolo comune del chietino ..Ari.., grazie all’attivismo del consigliere comunale Edoardo De Felice,
ha fortemente creduto in questo progetto. Alla fine del corso abbiamo somministrato ai baldi giovani, nel corso di una chiassosa cena in una locanda del loro bel paese, un piccolo test ed il più bravo è stato omaggiato di un computer portatile di ultima generazione. La felicità di quegli anziani nell’aver appreso quelle conoscenze che hanno permesso loro di non sentirsi più ” inferiori ” al cospetto di figli e nipoti è stato per noi di Best il più grande riconoscimento .

I Fondi Partitetici Interprofessionali (Legge 388/2000) sono utilizzati dalle aziende di tutti i settori per la formazione continua dei propri dipendenti. Si tratta, infatti, di organismi di natura associativa promossi dalle organizzazioni sindacali e finalizzati alla promozione di attività di formazione rivolte ai lavoratori occupati. Sono autorizzati a raccogliere lo 0,30% versato all’INPS e a ridistribuirlo tra i loro iscritti.

L’adesione a un fondo, libera e gratuita,  non comporta alcun costo ulteriore per le imprese e – in qualsiasi momento – è possibile cambiare Fondo o rinunciare all’adesione.

Numerosi i vantaggi:

  • accrescere la competitività dell’impresa;
  • ridurre i costi aziendali sostenuti per la formazione;
  • partecipare attivamente a iniziative formative adeguate ai bisogni e alla realtà dimensionale dell’impresa;
  • soddisfare le proprie esigenze formative;
  • consolidare la capacità dell’azienda di trovare nuovi sbocchi nel mercato, grazie all’aumento di know-how conseguente alla valorizzazione professionale dei dipendenti.

La difesa del verde urbano, in una società altamente industrializzata e in continua evoluzione, riveste un ruolo di primissima importanza per garantire alti livelli di qualità della vita.
Qualunque sia il traguardo da raggiungere, che si tratti di crescita economica, progresso tecnologico o sviluppo socio – economico, non si dovrebbe mai sottovalutare il mantenimento e la cura del nostro patrimonio ambientale, soprattutto nei contesti urbani, dove gli equilibri sono più fragili e quindi la salute dei cittadini più a rischio.
L’ecosistema naturale, costituito dagli spazi verdi urbani e dagli spazi agro-naturali che la
città ha incorporato nella propria frangia periurbana, è un capitale prezioso che la citt
costruita incorpora in sé stessa, le cui molteplici funzioni – ecologiche e sociali – generano
importanti benefici per la qualità dell’ambiente urbano e per la vita dei cittadini. Una
gestione sostenibile della città non può quindi prescindere dal considerare questo
patrimonio naturale come oggetto di specifiche politiche di pianificazione e controllo. Ciò
richiede un approccio interdisciplinare, capace di integrare i principi delle scienze naturali
negli strumenti di pianificazione del paesaggio e – più in generale – negli interventi di
trasformazione del territorio. Sebbene la pianificazione del paesaggio in Italia sia stata per
tradizione debolmente affiancata a quella urbanistica tradizionale, si è assistito negli ultimi
anni ad una maggiore presa di coscienza ambientale e ad una crescente attenzione da parte
dei vari enti amministrativi competenti all’adozione di strumenti specifici per il rispetto e la
tutela di precisi standard ambientali e di determinati equilibri ecologici.

Piani Paesaggistici,Piani Territoriali di Coordinamento, Piani Regolatori o di governo del territorio, Piani del Verde: questi sono alcuni tra gli strumenti normativi ad oggi vigenti in Italia di cui
amministratori e pianificatori possono – e devono – disporre per indirizzare le politiche di
uso e gestione delle risorse del territorio nel senso della qualità ambientale e della
sostenibilità.
In questo quadro, si considerano innanzitutto le funzioni ecologiche del verde urbano: difesa della natura e miglioramento del microclima e dell’igiene urbani, attraverso sistemi continui di aree verdi interne che costituiscono corridoi di ventilazione e consentono il collegamento biologico con le aree verdi esterne.
Tali funzioni si possono integrare in modo ottimale con la fruizione ricreativa, potenziata da percorsi pedonali e ciclabili all’interno degli assi verdi e con la difesa del quadro paesistico, riferita non solo al decoro di poche aree di rappresentanza, ma anche alla riqualificazione delle aree di transizione con la campagna e alla valorizzazione di edifici e ambiti storico-culturali.

Best Ideas S.r.l. - Ente di Formazione Accreditato  dalla Regione Abruzzo



O.D.F. accreditato dalla Regione Abruzzo a norma del D.M. n° 166/2001 e delle Deliberazioni G.R.  [...]


 Carta della qualità 



E' PREVISTO UN CONTRIBUTO FINO AL 70% RISERVATO AI COLLABORATORI DELLE AZIENDE CHE ADERISCONO AL FONDO PROFESSIONI [...]


Altri accreditamenti:






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